di Silvia Zedda

Anche quest'anno, le ragazze ospiti del Collegio Immacolata hanno seguito un cammino di formazione comunitaria...

scelto in continuità;con quello affrontato, su  indicazione del Vescovo, dalla Pastorale diocesana di Cuneo. Il percorso si è articolato in una serie di incontri, ai quali è stata invitata, in qualità di "guida", suor Luisita Quaglia delle suore di san Giuseppe, insegnante di filosofia.
Ammetto con sincerità che, non appena appresi di dover partecipare a questi incontri, il sentimento in me prevalente era lo scetticismo. Ed è con questo animo che mi sono presentata al primo incontro, stanca, come tutte le altre ragazze, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, e con la mente già proiettata verso ciò che mi aspettava l'indomani. Suor Luisita, invece, forte di una pluriennale esperienza come docente, ha saputo metterci a nostro agio e, dopo essersi lei stessa brevemente presentata, ha invitato noi ragazze a fare altrettanto, consentendo in questo modo di conoscerci, visto che per molte di noi era la prima occasione di incontrarci, e di iniziare a percorrere, insieme, quel cammino di relazione che era il tema, ma anche l'obiettivo di questo percorso.
Dopo questo primo momento, dopo aver superato il mio personale imbarazzo o pudore che dir si voglia, che mi ha spesso portato a sfuggire rispetto a situazioni di questo tipo, l'iniziale scetticismo ha lasciato spazio a una curiosità, a un vivo interesse verso quella che, mi è parso da subito chiaro, poteva rivelarsi un'inaspettata opportunità di crescita interiore e di approfondimento della conoscenza di me stessa.
Il contesto in cui vivevo in quel momento è stato probabilmente determinante, nel senso che ha creato il presupposto necessario per una riflessione sulle relazioni.
Difatti, come per la maggior parte delle altre partecipanti, vivevo un momento di transizione, in cui sentivo forte il distacco con la vita precedente al mio trasferimento a Cuneo. Sentivo il peso e la difficoltà di mantenere vive e salde le relazioni del "prima" e, allo stesso tempo, grande era la preoccupazione di non riuscire a creare legami profondi con le nuove persone che la vita stava mettendo sul mio cammino. L'idea di concentrarmi su cosa significasse instaurare una relazione autentica, mi ha dato la spinta di cui necessitavo per capire cosa stessi cercando e di come potevo migliorarmi, attraverso l'impegno, per diventare una persona affettivamente matura.
È chiaro che non è stata proposta una ricetta magica, valida per tutti, né tantomeno questo era lo scopo che gli incontri si prefiggevano.
Ma il messaggio che è arrivato forte e chiaro al cuore di ciascuna di noi è che solo conoscendo noi stessi e accettando anche i nostri limiti, debolezze e fallimenti, possiamo poi aprirci agli altri. Per poterci aprire alle relazioni è necessario, successivamente, uscire da una dimensione in cui noi siamo al centro di tutto, e venire incontro agli altri, a volte anche rinunciando a qualcosa, privilegiando il nostro bisogno di relazione autentica, che implica responsabilità e costanza per la costruzione di rapporti solidi e non "liquidi".
È l'insegnamento che personalmente ho tratto dal percorso seguito e non posso che ringraziare per questi momenti in cui, pur vivendo una quotidianità veloce e complessa, ci è stata concessa l'opportunità di fermarci, di riflettere e di conoscerci più a fondo, aiutandoci a dipanare quel mistero che, a volte, siamo anche per noi stessi.

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