di Angelo Fracchia

"Giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati"Sembra quasi che il vangelo di questa domenica sia stato scelto appositamente per noi, in questo anno che tanti definiscono drammatico, e con alcune ragioni, ma che di certo è eccezionale, straordinario.

Chi di noi, iniziando l’avvento un anno fa, avrebbe potuto attendersi che succedesse ciò che è successo? Chiusi in casa per due mesi, abbiamo imparato a non uscire senza mascherine e disinfettante, a sopportare di aspettare fuori dai negozi, a rinunciare a vedere persone care... A trepidare come non avevamo più fatto alla domanda «Come stai?». Anche nella chiesa, sono state sospese le celebrazioni, abbiamo imparato a non stringerci intorno alle persone ai funerali, abbiamo iniziato a chiederci se davvero la catechesi, le celebrazioni, i nostri stili parrocchiali, possano proseguire così. E nelle nostre vite personali, quante abitudini stravolte, quante angosce svegliate, quante distanze strazianti e vicinanze logoranti?
Di fronte a tutto ciò, è logico e anche giusto che cerchiamo nel vangelo indicazioni su come muoverci, che cosa fare.
Ma il vangelo non ce lo dice. Ci suggerisce solo di non dormire, di restare svegli, di continuare a farci domande, a cercare di capire come dovremmo comportarci, come agire. Perché la vita con Gesù è una vita da adulti: non ci offre rassicurazioni, non ci garantisce che “andrà tutto bene” in ogni caso, ma ci offre criteri, ci stimola, ci vuole svegli, attivi. Non ci indica che cosa fare, ma ci interroga: «Cosa conviene che facciamo?».
I Domenica di Avvento B Si può riprendere il vangelo secondo Marco 13,33-37

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