di Angelo Fracchia

Luca, che di solito è un vangelo mite, ci sorprende con una pagina cupa. Perché?
Possiamo sicuramente dire che si tratta del capitolo apocalittico, che riprende toni cupi per dire che...

ciò che sta per succedere è il centro del tempo: nel vangelo, siamo alle porte della passione, nell'anno liturgico è il nascere di Dio nella storia. E sarebbe una risposta sicuramente giusta, anche se forse non ci scalda il cuore.
Possiamo però aggiungere che il vangelo è anche questo, è anche il male che nella storia è presente. La Bibbia non ci illude mai con favole consolanti, ammette che il male intorno a noi c'è, e dobbiamo tenerne conto.
Poi, certo, e più propriamente, invita a non abbassare mai la guardia.
Ma non dobbiamo dimenticare che noi leggiamo sempre i testi in un contesto. Un consiglio che riceviamo non è soltanto importante per ciò che dice, ma per chi ce lo dà. E, nel vangelo, l'arrivare di Gesù o di Dio non sono mai una minaccia. È stato pure presentato così, nel corso della storia della Chiesa, ma quando è successo, si è tradito il vangelo. Dio, che si avvicina, è sempre una bella notizia.
Allora, l'invito alla vigilanza non è tanto una messa in guardia negativa, altrimenti veniamo castigati o derubati. Piuttosto, sappiamo che abbiamo un dono vicino, che sta per accadere. Come i bambini che aspettano i regali per il loro compleanno o per il Natale, sappiamo che Dio vuole incontrarci. Non lasciamocelo scappare!

I Domenica di Avvento C Si può riprendere il Vangelo di Luca 21,25-28.34-36

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