di Paolo Scquizzato

[…] La festa del ‘Corpus Domini’, non è semplice ricordo del ‘mistero eucaristico’, e neanche atto cultuale per rendere gloria a Dio, il quale non ha bisogno certo della nostra gloria,...

ma memoria, ricordo del ’dono di sé’ che Gesù visse, e al contempo memoria dell’essenza del nostro essere discepoli: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35).
Celebrare l’eucaristia, nutrirsi del pane e del vino, vorrà dunque dire impegnarsi ad uscire in missione (- messa) verso i fratelli e accettare fino in fondo ‘le conseguenze dell’amore’, unica possibilità di vivere in pienezza, ossia con quella qualità di vita in grado di vincere anche la morte.
Mangiare il corpo e bere il sangue di Gesù è atto simbolico, rimando al suo essere pro-esistenza a favore degli uomini e al nostro essere cristiani, che ci compiamo nell’amore verso i fratelli.

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