Nella Casa Madre delle suore di S. Giuseppe il 19 marzo è sempre festa grande! La quaresima lascia per un giorno l’atmosfera penitenziale e cede liturgicamente il posto alla solennità di S. Giuseppe.
È il nostro amato Custode e patrono della Chiesa universale. È questa una gioia preludio alla Pasqua e, prima ancora, all’evento dell’Annunciazione a Maria per il grande dono e mistero dell’Incarnazione. Gesù sarà riconosciuto anche come figlio di Giuseppe, figlio del carpentiere. Questo padre amoroso fu benedetto e amato in modo speciale da Dio, che gli ha affidato la custodia del Figlio e della sua Madre. È la persona più simile a noi e sa stare con Dio anche nelle vicende più imprevedibili dell’esistenza, vivendo una cura silenziosa e operosa: “prese con sé il bambino e sua madre”.
La nostra famiglia religiosa, portando il nome amabile di Giuseppe ricorderà, come ci chiede padre Médaille, il “dovere” di assistere e servire il prossimo con la stessa cura, diligenza e carità cordiale con le quali il glorioso Santo serviva la Vergine santa, sua purissima sposa, e il Salvatore Gesù affidato alle sue cure.
Siamo entrate nel clima liturgico della festa con la preghiera dei primi Vespri, guidati dal Referente diocesano per i consacrati, don Roberto Mondino, sentendoci unite a tutte le sorelle della congregazione e ai tanti consacrati nel mondo, sotto lo stesso patrocinio di san Giuseppe.
Nel pomeriggio del giorno 19, l’atmosfera familiare e tranquilla della nostra Casa si fa più rumorosa, piena di gioia palpabile; le porte si spalancano per accogliere consorelle, laici del Piccolo Disegno, parenti, amici, collaboratori; si intrecciano scambi di auguri, sorrisi, abbracci. Ci dirigiamo alla cappella per vivere insieme il momento solenne della Celebrazione eucaristica in onore di san Giuseppe, presieduta dal nostro Vescovo, Piero Delbosco, e concelebrata da tre sacerdoti, animata da canti, musica (bella sorpresa il suono del flauto traverso!), rallegrata da fiori. Lo spazio abituale fatica a contenere i tanti partecipanti.
Nell’omelia la riflessione verte sulle parole dell’angelo a Giuseppe: “Prendi con te, Maria!”. E Giuseppe, uomo a cui Dio ha parlato, accoglie il mistero, non viene mai meno al suo compito. Sempre in secondo piano nel nascondimento, sempre custode della sua famiglia. Nei disagi, nell’angoscia, non si è mai tirato indietro. Suggerimento del vescovo, a conclusione: chiedere l’aiuto del nostro Santo per amare fino in fondo, affidargli la Chiesa tutta, la nostra Diocesi, il suo ministero, la visita pastorale in corso, le persone a noi affidate. Nelle intenzioni dei fedeli lo sguardo del cuore è rivolto in particolare alla complessità del mondo di oggi e alle necessità delle famiglie.
La festa conviviale, che segue la celebrazione, dà spazio alla gioia di incontrarsi, a volte dopo anni, di raccontarsi ricordi, cammini percorsi insieme che hanno costruito le nostre vite; momenti di vita recenti o lontani nel tempo; misteriose vie della Provvidenza, specie dove la protezione di san Giuseppe ha compiuto prodigi, perché lui è sempre "Patris corde”.
Il grazie di cuore nasce spontaneo per chi ha preparato, con amore e nei particolari, i vari eventi di questa splendida giornata. A tutti un particolare grazie per l’amicizia e il sostegno nei modi che Dio solo conosce.
Ci risuoni in cuore l’invocazione del canto:
Giuseppe, uomo di fede, che hai creduto in Dio,
insegna a noi ad ascoltare e seguire la voce del Signore
e a donare la nostra vita a lui.
