«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?»
Luca 24,3
«Che io mi unisca a te, o Gesù, come la linfa e il calore, indispensabili alla vita»
Padre Médaille
«Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza»
Isaia 12,3
«La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti»
Johann Wolfgang von Goethe
«Celebriamo la Pasqua con lievito di sincerità e verità»
1Corinzi 5,8
«La pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante»
Papa Leone XIV
«La nostra anima è come uno specchio che riflette la luce divina»
Teresa d’Avila
«Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria»
Liturgia pasquale
«Resta con noi, Signore, perché si fa sera»
Luca 24,29
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono»
Giovanni 10,27
«La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo»
Salmo 117,22

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In tutto il Camerun, si celebra ogni anno la Giornata della Gioventù l’11 febbraio. Un evento che ha lo scopo di dare visibilità ai giovani, porli al centro della storia, dimostrare che sono loro il futuro del Paese.

A che cosa appellarsi per tentare il dialogo con chi è su posizioni diverse? Forse ricordarsi che siamo esseri mortali, fallibili, ciascuno con difficoltà da affrontare ogni giorno o almeno nella vita.

Ogni 11 febbraio, i giovani camerunesi sono interpellati sul loro ruolo nella costruzione e nello sviluppo del Camerun. Le aspettative sono alte, in particolare, sui diritti e sui doveri nei confronti della nazione.

Si chiama Francesca Mannocchi.  È una giornalista di guerra, di 41 anni, abituata a percorrere strade pericolose, ad incontrare storie tristi, a volte senza speranza, drammatiche.

«L'arrivo di papa Francesco nella RDC mi ha dato gioia. Come giovane in formazione, nella liturgia comunitaria delle Lodi del mattino preghiamo sempre per lui. E averlo visto di persona, mi ha resa felice.

La visita pastorale di papa Francesco nella RDC: è stato un evento epocale. Un momento molto importante nella storia del popolo congolese, atteso da tutti e, in particolare, dai fedeli cattolici.

«Cerco la tua presenza nell’assenza della tua presenza», afferma padre Ignazio Larragnaga. Un religioso cappuccino che, nel 1984, è stato promotore dell'iniziativa "La palestra di preghiera e di vita".

Il cristiano, se vuole essere coerente nella vita, spesso, deve andare contro corrente. Più volte mi è capitato di sperimentare il suo significato letterale nella concretezza della vita. Un esempio.

Spesso mi ritrovo a percorrere quelle strade che costeggiano le pareti esterne di un ampio edificio, in situazione di degrado, con brecce nei muri e circondato da una vegetazione ormai incolta.

Giovedì 2 febbraio 2023, festa della Presentazione di Gesù al tempio, abbiamo celebrato la XXVII Giornata della Vita Consacrata, uniti a tutte le comunità di vita consacrata presenti nel mondo.

Quello che ti chiedo, Signore, non è di amare come fai tu. Sarebbe, forse, pretenzioso e umanamente impossibile. Ti chiedo, piuttosto, come Bartimeo “Rabbunì che io veda di nuovo”.

Il rito è antico. Il senso di colpa e il desiderio di placarlo facendoci del male, probabilmente ancora di più. Ma dietro al digiuno, dietro alle ceneri, può stare altro. Ci può essere il bisogno di mostrarci:

All’arrivo in salone, nel pomeriggio di domenica 20 febbraio, non sai perché, ma ti ritrovi a respirare “un’aria di famiglia”, tra gente di diverse età, provenienza ed esperienze di vita.

«Soltanto legami buoni, relazioni che toccano nel profondo sono acqua che ci può dissetare per sempre, non solo per un breve istante»: è una delle battute più significative di don Gianluca Zurra.

Da un po' di tempo seguo un documentario sulla natura. Alle volte, devo ammettere, risulta un po' noioso. L'altra sera, però, ho sentito una cosa molto particolare che mi ha colpita non poco!

Nello Scavo è un giornalista di frontiera. Scrive su Avvenire e racconta il mondo, il mondo degli ultimi, in qualunque zona del pianeta siano. Non ha mezzi termini quando parla di ingiustizie.

Il gruppo delle famiglie "Chiamate alla comunione", nel pomeriggio di sabato 12 febbraio, ha condiviso ed esaminato il paragrafo 4 di "Patris corde", non senza lasciar spazio alla preghiera.

Le immagini dominano la nostra quotidianità. E non solo quelle della pubblicità. Così anche le nostre immagini, catturate dalle videocamere nelle strade, negli uffici, nei supermercati.

Frequento la comunità “La Sorgente” da alcuni anni. In tante occasioni ho attinto gocce preziose e fresche di amicizia, di ascolto, di Vangelo, di spiritualità, di fraternità e di condivisione.

Me le guardo ogni tanto, le controllo per coglierne eventuali cambiamenti. Non sono invalidanti, le mie, ma ne ho di sparse un po’ qui un po’ là. Mi ricordano il mio cane, da piccola, a cui ho pestato la coda.

Nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, il 2 febbraio, si inserisce la giornata mondiale della vita consacrata, stabilita da san Giovanni Paolo II. Qust'anno ricorre appunto la XXVI.

Un tempo erano la radio, i giornalisti, i missionari, gli inviati speciali, gli emigrati da tanto tempo che facevano circolare le notizie. I reportage da zone del mondo lontane arrivavano con articoli di giornali;

Gesù, tu lo sai, ho cercato di prendere il volo al di là del mio io, verso spazi nuovi che mi attirano, ma che non conosco bene e che, a volte, rischiano di bloccare le mie ali, fragili seppure decise.

Nelle mie ore di sostegno, a scuola, capita di essere affiancata alle lezioni di diverse discipline. Sono presente alla lezione della collega di italiano, che tratta il XIII Canto dell’Inferno dantesco.

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