Sono passati quattro mesi da quel terribile 7 novembre 2025, in cui il tornado ha spazzato via più dell’80% della città Rio Bonito do Iguaçu”, compresa la nostra casa. Fin dalle prime ore dell’evento, tanta solidarietà ha raggiunto le famiglie attraverso i più svariati aiuti: volontari, cibo, acqua, vestiti, mobili, materiale da costruzione… Ma una dimensione della carità che ci ha particolarmente toccate è stata l’attenzione della parrocchia Nossa Senhora da Aparecida della città di Tapejara, che si è presa a cuore anche l’accompagnamento spirituale. Senza misurare la fatica di percorrere circa 300 km per raggiungerci, ha organizzato fin dal primo mese la visita a tutte le famiglie della nostra città.
Durante queste visite, i missionari hanno ascoltato le paure e le fatiche del ricominciare. Hanno pregato con le famiglie per chiedere il dono della forza. E, vedendo la grande distruzione, si sono impegnati concretamente a costruire case per chi aveva perso tutto.
Il 21 marzo 2026 sono ritornati e, unendosi alla Pastorale della Persona Anziana della nostra parrocchia, hanno organizzato una giornata speciale. Il loro scopo: visitare gli anziani, inaugurare le case costruite con l’aiuto delle loro comunità e accompagnare i lavori di quelle ancora in costruzione.
Abbiamo camminato con i missionari e “toccato con mano” quanto il popolo di Rio Bonito sia un popolo di fede, di coraggio e di fiducia in Dio. Un popolo che sa ringraziare anche nella sofferenza, perché riconosce che il dono della vita è il più prezioso.
Molti sono gli aiuti che continuano ad arrivare. Anche la Caritas diocesana si sta impegnando nella costruzione di case per le famiglie più povere. Così noi suore, nel nostro piccolo, cerchiamo di sostenere le famiglie più bisognose.
Colpisce, camminare per le strade della città, perché si è trasformata in un cantiere. Davanti a ogni casa si vedono cemento, mattoni, sabbia, latte di vernice… Tuttavia i tempi della ricostruzione sono lunghi: ci vorranno anni. Molte famiglie vivono ancora in condizioni di grande precarietà. Alcune sono partite e, forse, non torneranno più.
Le scuole non sono ancora state ricostruite. I bambini e i ragazzi vengono portati in altri municipi o in scuole dell’entroterra. Per il momento, solo un supermercato è riuscito a riprendere le attività.
La nostra parrocchia, che fin dalle prime ore dopo il tornado è stata luogo di rifugio per molte famiglie, il 28 dicembre 2025 è stata elevata a “Santuario di Sant’Antonio, Santuario della Speranza”. Il Vescovo ha riconosciuto la grande protezione ricevuta dalla popolazione.
Ringraziamo per questo grande dono, che aiuta tutti i fedeli a sentire ancora più forte la presenza del Signore e ad alimentare la speranza di un futuro migliore.
È bello stare ad osservare un ragazzino mentre gioca alle bolle di sapone. Ma, è ancora più bello interagire con lui, e con altri, in quel gioco, perché diventi “nostro”.
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