Un mappamondo e alcune matasse di lana dai fili intrecciati, sono l’immagine scelta per rappresentare la fraternità nel mondo e le relazioni che ci uniscono, sabato 21 febbraio 2026.
Con questa simbologia il gruppo famiglie “Chiamati alla comunione” ha riflettuto e condiviso la catechesi di papa Leone XIV dal titolo: «La spiritualità pasquale anima la fraternità». La fede nella morte e risurrezione di Cristo apre alla speranza e invita a costruire il bene, soprattutto attraverso la fraternità, una sfida decisiva per il nostro tempo. L’essere umano è fatto per la relazione: senza legami autentici non possiamo crescere né realizzarci. Quando invece ci chiudiamo in noi stessi, rischiamo solitudine e narcisismo.
Nonostante guerre, conflitti e divisioni sembrino negarla, la fraternità non è un’illusione. Per viverla occorre tornare alla sua sorgente: Dio, che libera dall’inimicizia. La parola “fratello” richiama il prendersi cura, e San Francesco d’Assisi lo ricordava salutando tutti come omnes fratres, intuizione ripresa da papa Francesco in Fratelli tutti.
Il cristianesimo annuncia una fraternità universale fondata sull’amore di Gesù, che ci ha amati fino alla fine e ci rende capaci di amarci a vicenda. La Risurrezione inaugura una storia nuova: i discepoli diventano davvero fratelli quando riconoscono il Risorto e ricevono lo Spirito.
La fraternità cristiana è sostegno reciproco, condivisione delle gioie e delle prove, impegno per l’unità. È la via che Cristo ci indica per essere, oggi, fratelli tutti.
