Mi piace iniziare questa breve comunicazione con il ritornello di un salmo responsoriale, il 33. “Il tuo amore Signore sia su di noi, in te speriamo”. Da 60 anni che ho cercato questo:
sentire l’amore di Dio su di me, sperare e avere fiducia in lui. Ed è l’esperienza più forte della mia vita: avere scoperto l’amore di Dio per me e per i fratelli. Realtà che mi ha portata a servirli in molte modalità.
In questi ultimi anni, come parecchi di voi sapete, vivo in Argentina e accompagno gli Hogares Madre Teresa. Sono case dove ospitiamo bambini e ragazzi che i servizi sociali dei vari municipi ci affidano, perché abbandonati o vittime di situazioni di violenza, di abusi nell'ambito della propria famiglia. Molti genitori sono drogati o delinquenti, qualcuno in carcere, qualcuno in ospedali psichiatrici. Al presente, i bambini e i ragazzi sono una settantina. Vivono da noi in forma permanente, quindi l’hogar diventa la loro casa. Noi pensiamo a loro come fossimo le loro famiglie. Provvediamo ai pasti, all’abbigliamento, alle cure, alla scolarità, ai giochi e agli spazi di ricreazione... Ma, soprattutto, tanto amore.
La situazione sociale ed economica dei paese è sempre più disastrosa. Di conseguenza sono in aumento i ragazzi in situazione di abbandono e violenza. In questi anni, sono sorti parecchi altri hogares, ma non sono sufficienti. Qualche bambino o ragazzo, dopo un certo tempo, può ritornare nella sua famiglia, grazie al lavoro di ricupero fatto. Altri vengono adottati, altri crescono negli hogares fino ai 18 anni e oltre, si cerca di aiutarli ad essere autonomi. È un lavoro complicato e difficile per riuscire a “ricuperarli”, perché le storie di vita avute sono molte dure. Grazie a Dio, con molti riusciamo, con altri no.
Questo servizio è inserito in un contesto sociale, politico ed economico del paese, governato da un presidente che ha ridotto tutti gli aiuti e i sostegni, che prima Io Stato garantiva, ai più svantaggiati. Gli anziani, in questo momento, soffrono tanto e, parecchi, fanno la fame.
Approfitto di questa occasione per esprimervi il grazie. Grazie delle offerte, della preghiera e della vicinanza. Tutto questo ci fa del bene e ci sostiene. Grazie per il bollettino che inviate, per l’offerta, raccolta dalla vendita delle uova di Pasqua. Grazie per quanto date a Giovanna che raccoglie per noi da anni.
Affido alle vostre preghiere il mio servizio e anche la mia salute. Io affido al Signore, al Dio vicino che ci guida ed accompagna, ciascuno di voi, con le vostre famiglie, e chiedo abbondanti benedizioni. Grazie ancora.

