«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?»
Luca 24,3
«Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria»
Liturgia pasquale
«O Gesù, nulla impedisca il fluire della tua vita in me»
Padre Médaille
«Resta con noi, Signore, perché si fa sera»
Luca 24,29
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono»
Giovanni 10,27
«Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza»
Isaia 12,3
«Che io mi unisca a te, o Gesù, come la linfa e il calore, indispensabili alla vita»
Padre Médaille
«Essere nuovi come la luce ad ogni alba e le gocce di rugiada»
David M. Turoldo
«La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato»
Papa Francesco
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà lo Spirito della verità»
Giovanni 14,16

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Sinceramente, ogni tanto verrebbe voglia di dire a Gesù che sta esagerando. Appare ai discepoli che sono appena tornati a pescare, alla loro vita vecchia, cioè quella di prima di incontrarlo.

Un miracolo, l’atteso abbattimento del muro di Berlino, pezzetti di calcinacci strappati come ricordo. Nel 1989 sembravamo tutti convinti di aver raggiunto, con la sua caduta, un traguardo.

È bello cogliere in se stessi e nelle altre persone la sensibilità, l'empatia, la capacità di mettersi nei panni dell'altro. Ma che cos'è la sensibilità? Può essere una dote straordinaria e carica di profondità.

In questi ultimi due anni 2020-2021 abbiamo attraversato un periodo molto impegnativo a causa della pandemia covid19, che ha creato lunghe condizioni di lockdown e scolarizzazione in Dad.

L'apparizione del Risorto tra i suoi, raccolti nel cenacolo, si presterebbe a toni trionfalistici: Gesù ha vinto, ha trionfato sulla morte e, se si vuole, anche sui suoi nemici. Ricompare tra i suoi e dona la pace.

In occasione della festa di san Giuseppe, patrono delle suore giuseppine, la Delegazione argentina, ha organizzato uno spazio di riflessione di due giorni, per i laici che collaborano con la sua missione.

Lo sguardo di Gesù sui personaggi incontrati sulla via verso Gerusalemme ha accompagnato noi, suore e Ospiti del Collegio Immacolata, nel percorso verso la Pasqua. Un intenso "viso a viso" appunto.

"Sogniamo un’infanzia felice, con un futuro”: è il nostro slogan. Nella Pasqua di morte e risurrezione di Cristo, inizio della fede cristiana, vi invitiamo a celebrare la vita, che è essa stessa un invito alla speranza.

Siamo forse abituati a sentire questa parola, a saperla. Ci sembra quasi che sia un "già visto", non ci stupisce più. Eppure... È una delle più ardite pretese del cristianesimo.

“La guerra che verrà non è la prima …. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente”. Versi di Bertolt Brecht. Gli eserciti si combattono.

Secondo il vangelo di Giovanni, prima di mettersi a tavola per l’ultima cena (in realtà, stando al racconto, addirittura al posto di mettersi a tavola), Gesù inizia a lavare i piedi ai discepoli.

Oggi, abitata da un silenzio di quiete e di tenerezza, intravedo il “Volto” riflettersi su tanti volti, i più diversi. I volti del “caro prossimo” con cui vivo, che servo e dai quali sono servita.

Con piacere e interesse ho riletto in questi giorni  l’enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco... e l’ho letta alla luce di due realtà: la Casa Comune di Nova Iguaçu, grande periferia di una metropoli del Brasile;

Dentro al lungo e avvincente racconto della passione di Gesù, nella versione più affascinante e tenera di Luca, si potrebbero riprendere decine di spunti preziosi, tra i quali anche un detto particolare.

Programmare è uno dei verbi più in voga oggi. L’economia e la politica devono saperlo fare. Anche in famiglia è necessario un minimo di programmazione. La Parola di Dio ce lo raccomanda.

Sabato sera all'insegna del "ripartire", quello offerto nella comunità della Sorgente. Ripartire per reagire. Ripartire per crescere. Ripartire per amare. Ripartire per credere, o per credere sempre di più.

Quando ti lasci avvolgere dal silenzio. Quando la tua mente si fa leggera e il tuo sguardo cerca di andare in profondità. Quando ti lasci prendere dalla curiosità per ciò che inaspettatamente ti appare.

«Chi sono io per giudicare?». Qualche anno fa, queste parole di papa Francesco hanno suscitato un discreto stupore, perché si immaginava che il massimo rappresentante di una religione lo potesse fare.

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