Ogni tanto ci vuole un ripasso! Mi è venuto in mente questo pensiero ascoltando i richiami al ricordo di San Francesco d’Assisi nel suo ottocentesimo anniversario di morte.
È vero: certe persone, certe figure non le dimentichiamo, ma richiamarle non ci nuoce. Lui era uno un po’ strano, strano nel vivere, ricco nelle possibilità e poi allo stesso modo spiazzante nelle scelte. Senza mezze misure. Sono tanti i poveri, vicini e lontani. Tanti impoveriti a causa del nostro stile di vita, del nostro consumo di energia e di materie prime (quello che ora a volte vengono chiamate rare!!).
Dedico questa prima riflessione dell’anno 2026 al creato.
Mi viene in mente il suo rispetto messo in atto dai popoli nativi, cosiddetti. Ci sono addirittura quelli che non hanno ancora avuto alcun contatto con altri esseri umani al di là della loro tribù.
Ci sono associazioni che cercano di preservarne la vita, la permanenza nei loro territori che custodiscono con conoscenza e attenzione considerevoli. Si nutrono di quanto possono prelevare dalla natura, rispettano animali e vegetali, sanno come difendersi dalla ferocia che li può assalire.
Comunità spesso familiari, sagge nell’approccio verso l’ambiente circostante e gli altri umani. Li chiamano “incontaminati”. Sono nascosti nelle foreste, non sempre ci accorgiamo di quanto il nostro mondo avido li metta in pericolo, ad esempio le nostre malattie che possono causare epidemie e morte. Si tratta di preservarne la vita, di rispettare il desiderio di mantenere fede alle leggi che riescono a garantirne la sopravvivenza. Sono poveri o ricchi?
