L’accidia classificata come uno dei peccati più gravi dalla tradizione cattolica è purtroppo oggi del tutto dimenticata. Eppure il comportamento di una persona accidiosa è del tutto riprovevole.
Lo è anche per un non credente e terribilmente di attualità. Accidia rimanda ad ignavia, disinteresse; in fondo è l’atteggiamento di un egoista, immerso nel proprio quieto e neghittoso vivere, indifferente alla società in cui vivono lui e i propri simili.
Il grigiore pervade la sua vita, esattamente il contrario di chi, credente o no, desidera spendere anche solo un po’ delle proprie energie per costruire qualcosa di buono.
Padre Médaille, pur senza nominare apertamente l’accidia, nelle poche righe per introdurre le Massime sul buon uso del tempo, scrive: «Abbiate cura del buon uso del tempo che è così prezioso e la cui perdita è irreparabile».
Parole che dicono la radice di un qualsiasi programma di vita degna di essere vissuta. Per il credente costituiscono l’invito ad essere collaboratore del Creatore nel segno di una vita dignitosa e buona per tutti.
