Sopportare, quanta negatività attribuiamo a questo verbo. Eppure conoscerne l’origine riserva belle sorprese. Sub portare nel latino tardo significava sostenere, reggere;
non solo pesi fisici, ma anche condividere difficoltà. “Ti sopporto” equivale a dire puoi contare su di me, confidarti con me. Insomma quel verbo così deplorato ci porta dritti alla carità, all’apertura gratuita verso chi è nel bisogno.
Sopportare è un verbo che ama la reciprocità perché si spalanchi un orizzonte ampio animato dalla speranza di costruire un mondo migliore partendo dalle piccole cose e da un verbo normalmente bistrattato.
Nel capitolo VIII che riguarda le Massime sulla carità verso il prossimo, padre Médaille scrive: «Amate il prossimo come voi stessi, amatelo come Gesù Cristo vi ha amati» (n. 1). Forse è un po’ ardito, ma mi piace per questa volta sostituire al verbo “amate” “sopportate”. Forse che Gesù non ha promesso di sub portarci ogni giorno?
