C’è un quesito a cui non so rispondere. Leggo che “Dietro la natura apparentemente immateriale degli algoritmi si nasconde un'infrastruttura fisica mastodontica.
È fatta di data center, server e supercomputer che richiedono enormi quantità di energia elettrica e risorse naturali”. Infatti questi sistemi generano parecchio calore e devono essere costantemente raffreddati. Si aggiunga che la costruzione dei chip di ultima generazione richiede l'estrazione di terre rare e minerali preziosi come il rame e l'oro.
Sappiamo che soprattutto i sistemi che si occupano di Intelligenza Artificiale (IA) generativa, come chat GPT, molto popolari, per poter essere creati, utilizzati e mantenuti, richiedono parecchie risorse energetiche (per alimentare) e idriche (per raffreddare) con conseguenti emissioni serra.
La domanda di nuovi data center è in continua crescita e non può essere soddisfatta in modo sostenibile, poiché la maggior parte dell’elettricità necessaria per alimentarli proviene da centrali elettriche a combustibili fossili.
Se negli ultimi anni è stato possibile un rapido sviluppo della IA generativa, senza troppo pensare alle ricadute ambientali, c’è ora il bisogno di contestualizzare meglio il fenomeno e incoraggiarne uno sviluppo più sostenibile. Ce la faremo? Dobbiamo farcela per non aggravare in modo irreversibile la situazione del nostro pianeta. Non è facile.
Sul sito di Greenpeace trovo che se vogliamo evitare che la sua fame di energia aggravi la crisi climatica già in corso, la diffusione dell’IA deve andare di pari passo con l’espansione delle energie rinnovabili.
