Lo SpinTimeLabs è un palazzo a Roma, in via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino, in cui da tredici anni vive una comunità di quattrocento persone.
A fine luglio 2026 è divampato un incendio, la struttura è dichiarata inagibile, lasciando fuori tutti. Stabile già di proprietà dello Stato, venduto a un privato e abbandonato dal 2010. Occupato nell'ottobre del 2013, è diventato un laboratorio di rigenerazione urbana. Ospita persone di diverse nazionalità, insieme a spazi culturali, concerti, sale prova e una pizzeria popolare. Li abbiamo visti in televisione, accampati sul marciapiede, bambini che giocano, aiuto agli anziani, vivere.
Ce lo ricordiamo anche per un’altra vicenda. Nel 2019 era stata interrotta la fornitura di elettricità e acqua calda per un debito. Era intervenuto il cardinale Konrad Krajewski, responsabile del Vaticano per le opere di carità, che andò personalmente nello stabile, rimosse i sigilli e ripristinò l’elettricità, assumendosi la responsabilità del gesto.
Ma perché è così importante questa esperienza? Perché ci vivono 400 persone di diverse provenienze, vanno d’accordo, gestiscono spazi pubblici, utili per tutti, sono un esempio di una possibile convivenza. Non si tratta di giustificare un’occupazione abusiva di locali, si tratta di valutare una possibilità “altra” che è riuscita ad organizzarsi, a mettere insieme iniziative in grado di aggregare, di far conoscere e rispettare persone diverse per età, provenienza, stili di vita e abitudini. Insegna anche qualcosa “al mondo fuori" e tutto ciò non è poco nei tempi che viviamo.
