«Io sono venuto perché abbiano vita e vita in abbondanza» dice Gesù, nel capitolo decimo di Giovanni, al versetto dieci. Come lui, anche noi ci siamo impegnate a ridare vita dove c’è morte.
Vita ai giovani soprattutto, che si sono lasciati e si lasciano dominare dalla droga. Vita alle loro famiglie che soffrono per i figli colpiti da questo flagello. Dall’anno scorso, ogni quindici giorni, promuoviamo incontri che trattano temi che riguardano i problemi e le difficoltà. Parliamo dei diritti e doveri di ognuno, dei danni che provoca la droga nella loro giovane età, nelle loro famiglie e nella società. Da quest’anno, abbiamo avviato incontri di informazione, di educazione e dei rapporti familiari rivolti prima alle famiglie e poi ai giovani, per una presa di coscienza dei rischi che corrono assumendo droghe.
Poco alla volta, passiamo un messaggio di fede e di speranza. Cerchiamo di far comprendere loro che Dio li ama, così come sono; di che cosa significa lasciarsi abbracciare dal suo Amore. I giovani partecipano volentieri agli incontri perché, dicono “Siamo accolti con affetto, ci sentiamo in famiglia, trattati con rispetto”.
Proviamo anche a far prendere loro coscienza e maturare la proposta di accettare l’adesione a un centro di riabilitazione. Siamo state in contatto con alcuni Centri e ne abbiamo visitato altri. Li proponiamo, per facilitare il ricupero fisico e psicologico e, insieme, la bellezza della vita.
Tutto questo lavoro non lo facciamo da sole, io e suor Mari. Abbiamo formato un'Équipe che comprende: un’assistente sociale, una psicologa, tre volontari e un giovane avvocato. Quest’ultimo, l’abbiamo visto crescere, sostenuto nella tappa di dipendenza, accompagnato nel ricupero della salute.
La missione non è facile, anche perché le stesse famiglie fanno fatica ad ammettere la difficile situazione del figlio/a che si droga. Preferiscono lasciarli soli e abbandonati a se stessi. Di conseguenza, i giovani percepiscono la mancanza di accettazione e affetto della propria famiglia e di quanti li circondano.
Questo servizio-missione lo possiamo portare avanti grazie al valido aiuto e appoggio della Congregazione.
Il Signore ci renda capaci di essere, con i giovani e le famiglie, buone samaritane; capaci di trasmettere loro la bontà, la tenerezza e la misericordia del nostro Dio che è amore.

