Impazienza è una parola che bene rappresenta lo stile di vita di molti di noi. Impazienza fa coppia con insofferenza. L’origine di entrambe le parole dice di una vita che non sa (o non vuole) rallentare.
Moderare il passo per accompagnarsi almeno per un tratto di strada con l’altro. Esprime la fragilità nell’accogliere situazioni non rispondenti ai propri desideri. Sul piano dei rapporti con le persone quell’«im» è la negazione dell’antica capacità di com-patire l’altro. Conseguenza dell’impazienza è lo stress e in ultimo l’infelicità.
Padre Médaille nelle MP, capitolo IV, n. 7c, sulla pazienza denuncia tutto ciò e suggerisce il rimedio, frutto di buon senso e non di erudite indagini psicologiche: «Pazienza nel sopportare le croci ordinarie», ma anche controllo dei disordinati attaccamenti.
Per il non credente equivale ad una vita libera dall’egocentrismo. Per il credente è tentare di vivere con lo sguardo accogliente di Dio, consapevole che esercitare la pazienza è mettersi umilmente a disposizione del Creatore.
