Ore di ritardo che si accumulano senza che io me ne accorga. Perché il tempo, a volte, smette di essere misura e torna a essere esperienza. Accanto a me una ragazza coreana.
Viaggia per imparare l’italiano, ma soprattutto perché ama l'Italia, viene spesso qui per capire qualcosa di questo Paese: la lingua, la storia, le sue contraddizioni, la sua memoria, l'arte, la cultura... Abbiamo iniziato a parlare e il discorso si è allargato da solo, come accade raramente. Cibo, cultura, storia… da Primo Levi, alle Memorie di Adriano, da Italo Calvino agli animali, dai dipinti a Bach e la musica barocca... abbiamo parlato di tutto. Del volontariato, delle identità multietniche, del modo in cui le culture si toccano senza annullarsi.
Non c’era alcun sforzo nel cercare punti in comune. Eravamo semplicemente due persone lontanissime per nascita, educazione, lingua, sedute nello stesso spazio a condividere ciò che per entrambe aveva valore.
Ed è strano quanto questo oggi sembri eccezionale, quando dovrebbe essere normale. Forse la fratellanza non è un’idea astratta né una parola morale. Forse è qualcosa di molto concreto. Riconoscere nell’altro una coscienza viva, complessa quanto la tua. Accettare che un essere umano, nato in un’altra parte del mondo, possa comprendere profondamente libri, ferite, bellezza e domande che crediamo “nostre”.
Nella borsa avevo, guarda caso, un libro appena letto di Han Kang, scrittrice coreana. Gliel’ho regalato. Mi è sembrato naturale che quel libro continuasse il viaggio nelle sue mani. Un gesto piccolo, quasi inevitabile. Lei ne è stata felice, con una gratitudine composta, autentica. E io anche.
Perché, ci sono incontri che non cambiano la vita, ma sicuramente "correggono" lo sguardo.
Ti ricordano che la civiltà esiste davvero, non nei discorsi, ma in due sconosciuti che parlano per ore e, alla fine, si separano un po’ meno estranei al mondo. Accorgersi che da luoghi lontani in un incrocio spazio/temporale nasca un dialogo ricco e coinvolgente non solo dà serenità ma ci rende migliori...
Allora è forse vero che un altro mondo è possibile?
