“Chiamati per nome: che festa, Signore!”. Sono le parole del canto che dà inizio alla festa annuale dei Giubilei di professione religiosa di sorelle della nostra congregazione.
Ci sono esperienze, eventi che si celebrano solo nel profondo del cuore, con la riservatezza di un vissuto personale. Ma ci sono tappe che hanno un risvolto comunitario, da condividere con gioia radiosa, come dono e forza per poi continuare il cammino. Abbiamo vissuto questa esperienza come Famiglia, sabato 18 aprile, celebrando i giubilei di 50 e 60 anni di Professione religiosa, vita spesa da sorelle a disposizione del progetto di Dio. Gli auguri hanno raggiunto le festeggiate nell’atmosfera multiculturale di Argentina, Brasile, Congo, Camerun e Italia, trasformando questo giorno in un “dono di gioia pasquale”, come canta la liturgia.
La cattedrale di Cuneo apre le sue porte per: parenti, amici, consorelle, collaboratori... È un coro di saluti, abbracci, preghiere, sorrisi, gioia tangibile e diffusa. Anche il luogo che ci accoglie è familiare, perché è memoria grata delle nostre origini nel 1831. Qui la congregazione è nata. Qui le prime suore hanno pregato e iniziato con fede in Dio e coraggio un percorso inedito nella Chiesa. Così ha ricordato il parroco don Mauro Biodo, con preziosi riferimenti al nostro carisma e alla vita del Fondatore.
Nella liturgia eucaristica di questa III domenica di Pasqua, sono nostri compagni di viaggio i discepoli di Emmaus. I due sono passati dalla delusione e fatica al riconoscere che è lui, il Risorto, che fa ardere il cuore, illumina nuovamente la meta e rimane con noi.
Ciò che ha sostenuto la vita delle sorelle “giubilari” è stato certamente l’ascolto della Parola e lo spezzare il pane di vita. E oggi è fonte di gioia nel rinnovare i Voti religiosi come offerta in risposta alla chiamata di Dio. Ci uniamo tutti in un sentito battimani. La presenza tra noi di suor Renza Bono, proveniente dall’Argentina, la vicinanza spirituale con suor Teresa M. Falco, residente a Roma e con chi celebra questo evento in altri momenti (giubilei di 25 anni, in Africa e di 65-70 anni nelle comunità) dilatano i nostri orizzonti.
La celebrazione Eucaristica si conclude con un sentito grazie per tutti i presenti, i celebranti, il coro festoso che ha aiutato l’assemblea a pregare, gli organizzatori della festa. La riconoscenza si estende alle festeggiate, per la loro generosa fedeltà alla vocazione e anche alle loro famiglie che le hanno accolte e sostenute.
La festa continua nell’incontro conviviale di amicizia fraterna, a cui sono tutti invitati, nei locali della Casa madre.
Con il cuore ristorato da questa sosta, riprendiamo insieme il nostro cammino con colui che si affianca sempre al nostro passo e a cui rivolgiamo con amore l’invito: “Resta con noi, Signore!”.
