di Angelo Fracchia

Conosciamo bene l'immagine, e l'evangelista ce ne spiega il senso. Solo legati a Gesù possiamo portare frutto. Ma le immagini, lo sappiamo, sono fatte per continuare a parlare anche quando...

sembra che abbiano detto tutto. Per questo Gesù ama le parabole, perché non si trasformano in una legge da rispettare, ma in un pensiero da proseguire.
E allora è chiaro che la vite, il ceppo centrale, è ciò che dà vita a tutti i tralci. Anche se chiunque sia stato in una vigna sa che spesso, soprattutto nella stagione delle foglie e dei frutti, il tralcio quasi non si riesce a trovare. Si vedono i grappoli d'uva, che sono sui tralci. Non sarà Gesù a portare frutto se non collaboriamo, se non ci mettiamo del nostro, attingendo a lui ma donandolo a chi magari neppure lo vedrà.
È poi nella stagione fredda, in cui i frutti sono passati e le foglie cadute, in quella della fatica, dell'essenziale, della sopravvivenza, che si vede quanto solida e massiccia sia la vite, quanto i tralci dipendano da lei per resistere. E portare ancora frutti l'anno dopo.
V Domenica di Pasqua B Leggi il vangelo secondo Giovanni 15,1-8

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