di Costanza Lerda

«Dobbiamo essere resistenti, operosi, creativi… esperti, acuti, ...non ci sono soluzioni, ma noi rimaniamo...»: parla così suor Alicia Vacas, missionaria comboniana spagnola, incontrata a Gerusalemme...

nella casa che offre ospitalità ai pellegrini in Terra Santa. Consapevole della realtà di segregazione e di ingiustizia in cui sono costretti a vivere i Palestinesi, nella loro terra – il muro di separazione attraversa il cortile della comunità religiosa - è altresì cosciente della testimonianza che può rappresentare la loro presenza in quel contesto, pur tra mille difficoltà. «Noi vogliamo rimanere in mezzo» - ci aveva detto una sua consorella sul terrazzo, indicandoci la collocazione della casa - per rappresentare un luogo di riconciliazione e di incontro, per salvaguardare il percorso avviato con i rabbini democratici, i medici per i diritti umani (israeliani), con Israeliani moderati. Rimane, rimangono lì, lei e le sue consorelle, convinte – citando il profeta Geremia (1,11): «Geremia, cosa vedi?». «Vedo un ramo di mandorlo», il primo risvegliato dall'inverno, quando ancora punge il gelo. In questa stagione difficile si tratta di avere occhi attenti ai segni che sono già dentro l'inverno, nella convinzione della speranza che permette di continuare il cammino.
Più volte suor Alicia ha citato questa metafora del mandorlo, speranza in un momento disperato, evocazione di una giusta soluzione al conflitto, fiduciosa attesa ad animare il nostro impegno, per non sottrarci alle responsabilità anche nella difficoltà, anche se all’orizzonte non appare ancora nulla...

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