di Giovanni Dutto

Ci sono giorni nella vita in cui un’incontenibile gioia invade la mente e il cuore al punto che non puoi fare a meno di comunicarla...

a chi più ti è caro. Talvolta quella gioia cede alla più piana e duratura felicità.
Così ci sono giorni in cui un dolore acutissimo lacera l’anima, tanto che sembra impossibile poterne portare il peso. Anche quella lancinante sofferenza si muterà in quieto dolore che affievolendosi col tempo rimarrà nel profondo del ricordo segnando in qualche misterioso modo il nostro vivere. Anche in quel buio una presenza amica è il miglior soccorso.
Una stretta di mano che infonde coraggio e comunica una presenza, uno sguardo che accarezza, un abbraccio che avvolge in un cerchio di affetto sono i segni di cui la nostra umanità ha bisogno per accogliere il dolore o lasciarsi contagiare dalla gioia altrui. La nostra salvezza sta in questa relazione buona che riposa sulla certezza di vivere oltre il tempo e lo spazio nel pensiero della persona amica che per te ringrazia Dio e a Lui rimanda i tuoi dolori, preoccupazioni, gioie, speranze.

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