di Silvia Micioni

AcetoQualche tempo fa, una mia amica coinquilina ha deciso di acquistare un set porta olio, aceto, sale e pepe. Ho notato che le scritte riportate su questi contenitori erano molto buffe!

Olio: sostanza untuosa, ottima nei piatti, pessima nei tessuti. Pepe: spezia in grani il cui utilizzo è consigliato in coda a ricette insipide e personalità senza carattere. Sale: condimento in cristalli che, utilizzato con la zucca, porta a comportamenti oculati.
Dopo aver sorriso di questi tre simpatici ingredienti mi sono soffermata sull’aceto.
Aceto: sostanza liquida acre che non ce l'ha fatta ad essere vino, ma ha trovato il suo perché come condimento.
Se nella prima parte di frase, il "non ce l'ha fatta" mi ha lasciata perplessa... La seconda parte "ha trovato il suo perché". Mi ha estremamente colpita.
Tutti, proprio come l'aceto, dovrebbero trovare il "proprio perché". Il senso della propria esistenza non consiste nell'essere vino prelibato o pasto luculliano.
Non serve diventare chi sa chi, se non si sa essere "condimento" che insaporisce un piatto, che amalgama il cibo, che dà equilibrio ai sapori, che valorizza i singoli gusti.
Siate aceto. Forse acre, ma capace di condire. Di rendere più appetibile, più gradevole ogni pietanza, cioè ogni azione, ogni gesto, ogni piccolo momento.

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