di Elisabetta Civallero

Pane quotidiano“Gira la micca del pane dalla parte giusta”. Attorno al desco essenziale, senza tante questioni che non era possibile permettersi, mio padre, grande Papà, mi rimproverava severamente,...

cosa che non faceva mai perché io ero la sua “nana”. Ma… se, preparando tavola o dopo essermi servita, sistemavo la pagnotta capovolta, erano guai. Il pane era sacro come indiscutibile era il suo rispetto.
Gesù con i Suoi ha spezzato il pane nell’ultima Cena e da questo gesto è stato riconosciuto dai discepoli di Emmaus. Nel Pane consacrato si riceve il Signore con la Comunione. Pane materiale e pane spirituale per la vita fisica e per l’anima. Chi disprezza l’uno non può capire il valore dell’altro.
Mi porto dentro il profumo di pane che inebriava le giornate quando si accendeva il forno con qualche pagnotta che conteneva una mela!
Oggi, società civile, si sente odore di pane passando davanti a qualche cassonetto dell’immondizia. È così che va il mondo. La preghiera “…Dacci oggi il nostro pane quotidiano” acquista un valore intenso.
O Signore, dacci oggi l’umiltà del rispetto e la vergogna dello spreco e del disprezzo che dal materiale transita su valori morali e religiosi.
O, forse, dovremo provare un po’ il languorino della fame e allora ci ricorderemo anche di Dio?

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