di Silvia Micioni

L’altro giorno, dopo una serie di ‘messaggi’ puramente organizzativi, una mia amica conclude così: «Buonissima serata anche a te! C’è una luna stupenda!». Eh sì, in questi giorni, di sera,...

mi è capitato spesso di avere il naso all’insù per osservare la luna e rimanerne, una volta di più, estasiata.
È proprio “un bel pretesto” per staccare lo sguardo da terra, dai telefoni, dagli impegni quotidiani, dal negativo, dal grigiore e dalle ‘assenze’…
Quando guardo in alto mi viene in mente una frase che mi ha detto, un tempo, una persona: «Siamo sempre sotto la stessa luna».
Così penso alla mia famiglia, a mia sorella, alle mie nonne e agli amici che sono lontani, ma sempre sotto la stessa luna, sotto lo stesso cielo.
Mi piace pensare alla luna e, più ampiamente, alla volta celeste, come lo sguardo costante e l’abbraccio di Dio che avvolge tutti: vicini, lontani, dietro casa o dall’altra parte dell’oceano e allora non guardo più alle ‘assenze’, ma al bello e al tanto che ho qui, e lontano da qui.

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