di Giovanni Dutto

Chi frequenta le nostre montagne sa che i corsi d’acqua, dalle più fragorose cascate al più piccolo rivo, tutti ubbidiscono alla legge di gravità che li porta a perdersi nell’unità del mare.

Prima di concludere il loro cammino però perdono una parte di sé nel fecondare le terre, dare refrigerio e dissetare piante, animali e persone. In verità quest’acqua non va persa: il sole dalla terra, trasformandola in invisibile vapore, la farà salire nel cielo dove ritroverà quelle altre gocce che un cammino più lungo ha portato al mare, anch’esse mutate in leggere nubi.
Così la vita dell’essere umano. Percorsi diversamente lunghi, tutti con la possibilità di perdere per via qualcosa di sé a vantaggio di altri. Possibilità, appunto, nella libertà di scelta per arrivare più leggeri alla Meta sapendo che da quanto perso altri hanno tratto vitalità per giungere anch’essi Là dove ci ritroveremo nell’unico cielo dell’Amore.

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