di Silvia Micioni

Ho ricevuto un grande dono: la possibilità di sostare all’Alpe di Papa Giovanni XXIII, per ben due volte, la prima come animatrice e la seconda con mio papà venuto a prendermi da Ancona.

Esperienze vissute durante il mese di giugno, oltre Limonetto, Piemonte.
Ho esitato molto a scrivere, perché mi è difficile trovare le parole giuste e che siano all’altezza del luogo, tutto rischierebbe di essere superficiale e di troppo.
All’Alpe, invece, ogni pietra, ogni fiore, ogni filo d’erba, ogni baita è lì perché lì deve stare, ogni cosa trova la sua perfetta collocazione, ha la sua storia, il suo significato.
Non basta dire che in quel luogo riesci a riconciliarti con la natura, con te stesso, con gli altri.
Non basta dire che riesci a pregare e a ringraziare.
Non basta dire che puoi vivere appieno momenti di silenzio.
Non basta: io credo che ci sia molto di più.
Lì puoi “respirare Dio”.
Puoi sentirLo con tutta te stessa vivo e che ogni giorno, con il Suo Amore, impreziosisce il tuo cammino con la Sua costante presenza per definirne il senso.

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