di Giovanni Dutto

L’antica sapienza ebraica attribuiva al cuore l’essenza della persona. Quando il cuore riposa tutto l’essere è in equilibrio. Il nostro mondo esaltando il fisico e la razionalità sembra aver dimenticato tutto ciò.

La bellezza e la salute fisica, insieme alla razionalità, certamente sono grandi doni da coltivare, ma da soli non risolvono il bisogno di assoluto.
Succede così che a volte anche dopo momenti di svago ci si senta insoddisfatti e vuoti. Forse questa scontentezza rivela l’inquietudine del cuore che mal sopporta l’aver perso l’equilibrio tra “essere” e “avere”.
Gioire per un panorama, sentirsi accarezzati dal vento, contemplare un’alba o un tramonto con i soli suoni della natura, gustare il silenzio oppure lasciarsi avvolgere dalla melodia leggera di un organo nella fresca penombra di una chiesa sono esperienze che ridonano equilibrio e rigenerano le forze nella pace.
È il Creatore che ci dà l’esempio: ha passeggiato nel giardino della creazione, contemplando ha lasciato che la felicità pura fluisse in tutto il Suo essere e ancora nel secolo di internet e dello sballo sembra dirci: “Fermati, ritempra le forze, gioisci e ringrazia per la tanta bellezza che ti circonda”.

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