di Civallero Elisabetta

In una biografia degli anni ’45 – ’50, si legge che don Agostino Pellegrino, fondatore del Santuario di Fontanelle, dichiarava: «Il Bene piace a tutti quando è fatto». Questa espressione era il risultato...

di tante sofferenze e ogni giorno continua a essere constatabile, con un po’ di attenzione e di umiltà. Quando si presentano situazioni “scomode”: in famiglia (un anziano non autosufficiente, un diversamente abile…), in parrocchia (presenza di condizioni di povertà, accoglienza di disperati, organizzazione di incontri di preghiera…), in paese (prevaricazione del prepotente di turno, famiglie che chiedono aiuto, necessità di semplici infrastrutture…), e, forse, è meglio sorvolare sulla società in genere e sul ruolo della politica, chi si schiera, magari fa la voce grossa, ma agisce non per i propri interessi o per egocentrismo, rischia di essere segnato sul libretto nero dei cattivi perché dà fastidio.     
Troppo spesso, è buono chi tace e si lascia cullare comodamente dalla corrente, non prende posizione. Potrebbe essere questo un sistema per non scontrarsi neanche con l’ingiustizia, con il falso, con l’ipocrisia. E allora è indifferenza, grande male del secolo. Si va a Messa, si sente la Parola di Dio, si riceve anche la Comunione e poi?... “Tutto il resto è noia” recita una canzone di Califano del 1976.
Forse è meglio agire in questo modo per sentirsi buoni?
La scelta di essere Cristiani (Cristo è finito in Croce) richiederebbe esattamente il contrario. Anche papa Francesco ha esortato i giovani a gridare, a non lasciarsi intimidire dal Male del Mondo.
I fatti dimostrano che, quasi sempre, per un risultato, ritenuto poi lodevole, straordinario, eccellente, qualcuno è stato perseguitato più o meno elegantemente.
Don Agostino Pellegrino docet e ognuno può essere un discente.        

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