di Angelo Fracchia

Gesù è sempre con noiPer molti cristiani questi sono giorni assurdi e faticosi, perché soprattutto nella settimana santa la partecipazione a distanza è bella, un buon sostituto, ma non coincide con la “cosa vera”...

dell’incontro con Dio e con i fratelli e sorelle. Eppure anche l’ultima cena di Gesù è stata qualcosa di particolare. Secondo il vangelo di Giovanni nell’anno in cui Gesù è morto la Pasqua cadeva di sabato. Vuol dire che la cena pasquale, uno dei momenti più solenni di tutto l’anno religioso, si celebrava il venerdì sera. Gesù e i suoi discepoli si trovano il giovedì, fuori tempo.
E poi la Pasqua era una festa familiare, da celebrare con i propri parenti. Gesù è a Gerusalemme insieme a dodici galilei, lontani tutti dalle proprie famiglie.
E, ancora, era una festa che celebrava la liberazione divina da una minaccia esterna, e Gesù sottolinea che tra i tredici uno tradirà, uno rinnegherà e gli altri scapperanno.
Sembra tutto sbagliato, tutto da rifare. Ma Gesù è lì, ci sta dentro, e non si lamenta che però le cose avrebbero dovuto essere migliori. Dona se stesso, a chi è lì (a tutti quelli che sono lì, anche a chi lo tradisce, anche a chi lo rinnega, anche a chi scapperà) e a quelli che si ricorderanno di lui in seguito.
Possiamo esserne sicuri: in tutte le nostre famiglie, in tutte le nostre comunità, in tutte le nostre solitudini, Gesù anche quest’anno sarà presente. Al limite, se si può dire qualcosa del genere, con più tenerezza e affetto del solito.
Giovedì Santo, anno A Leggi il vangelo secondo Matteo 26,17-29

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