di Costanza Lerda

È un’economia di cui poco si sa, ma esiste, quella del riciclo e del riuso, ambiti in cui operano la cooperazione e progetti di accoglienza. Il laboratorio di “Nuele”,...

(“treccia” in lingua swahili) dell’associazione “Il mondo nella città” di Schio (Vi), nata nel 2000 per dare accoglienza e lavoro ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, aperto nel 2007, confeziona abiti, borse e accessori con tessuti recuperati da campionari, fabbriche e aziende agricole. Il progetto, partito da un’altra esperienza (“Altreborse”) si amplia sostenendo il lavoro dei rifugiati, a fronte di un impegno maggiore teso ad apportare migliorie ai modelli già in lavorazione. Fino a oggi i sarti di “Nuele” sono arrivati a confezionare sette diversi modelli di borse ciascuna con il nome di un albero: un primo augurale passo per un progetto che metterà radici...
Durante un’udienza papale dello scorso autunno i beneficiari dell’Atelier Nuele hanno donato al Papa una stola realizzata a mano proveniente dal loro laboratorio di sartoria dello Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Santorso (VI) che utilizza tessuti di alta qualità avanzati dalle lavorazioni di aziende locali. Alla produzione di borse è stata infatti affiancata anche quella di abiti sartoriali, prodotti unici che all’eleganza contemporanea intrecciano speranze e progetti di vita.
Il traguardo ambizioso è dimostrare che l’economia solidale può e deve essere vettore di sviluppo e che ingredienti come commercio, diritti umani, sviluppo economico, sostenibilità ambientale e promozione dell’inserimento lavorativo delle persone possono e devono amalgamarsi bene insieme.

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