di Costanza Lerda

Può aiutare anche una firma. Tadjadine Mahamat Babouru, detto Mahadine, un blogger del Ciad, è stato rilasciato il 5 aprile 2018 per decisione dell’Alta Corte del suo paese perché...

la detenzione preventiva aveva ecceduto i termini previsti dalla legge. È una buona notizia per lui, per la sua famiglia e le 690.00 persone che in tutto il mondo hanno firmato per la sua scarcerazione rispondendo ad un appello di Amnesty International. In prigione dal 30 settembre 2016, visibilmente provato, dimagrito, camminava con l’ausilio di stampelle: le firme gli hanno dato forza nei lunghi giorni di carcere ed hanno contribuito alla sua scarcerazione. Rischiava l’ergastolo con un’accusa di aver minacciato l’ordine costituzionale, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale, soltanto per il coraggio di pubblicare sul suo profilo facebook alcuni video che criticavano la mancanza di trasparenza del governo nella gestione dei fondi pubblici. La sua accusa è stata trasformata in diffamazione, meno rilevante dal punto di vista penale e per questa risponderà davanti al giudice.
Amnesty International dal 1961 è un’associazione affidabile per la salvaguardia dei diritti e per portare all’attenzione i soprusi in varie parti del mondo, un movimento di militanti determinati a creare un mondo più giusto, che lavorano ogni giorno per far pressione sui governi di tutto il mondo affinché a persone come Mahadine sia restituita la libertà.
“Ogni ingiustizia ci riguarda” è scritto nel sito e anche una firma su un appello online può contare!

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