di Barbara

In pochi la conoscono, ma forse con due passaggi riusciamo a saperne qualcosa di più: "Il Signore le aprì il cuore";

"Entrate in casa mia, e alloggiatevi".
All'inizio di tutto: un "tocco": al cuore. Un richiamo a vivere in pienezza... Non un tocco fisico, con il senso del tatto che conosciamo, ma impalpabile. Una carezza sul cuore che non si vede, ma apre gli occhi.
Vivere il tocco di Gesù sul cuore, ci fa percepire come la realtà può mescolarsi a ciò che è invisibile, ma essenziale. Fino a quando questo incontro non avviene, non si arriva a vivere davvero.
Conoscere davvero Gesù significa trasformare la nostra vita perché abbiamo sentito quel tocco. Un fuoco che brucia dentro e che ci spinge a mettere in gioco le nostre scelte per Lui. Nasce quando ci lasciamo incontrare, senza formule di un rito, senza obbedire a delle leggi che vincolano i nostri sensi a quello che consociamo, impedendoci di lasciarci incontrare da ciò di cui sentiamo la mancanza. Un nuovo orizzonte che apre i nostri occhi. 
Così Lidia: innanzitutto si mise ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore; poi fu battezzata; e immediatamente aprì la sua casa… Questi atteggiamenti funzionano solo se, prima di tutto, aggiungiamo: "...temeva Dio"… Se, cioè, riconosciamo davvero che c'è qualcosa di più grande di noi, se abbiamo il coraggio di affidargli tutto, senza riserve. Se riconosciamo la nostra piccolezza.
Leggi Atti degli Apostoli 16,11-15.40

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