di Barbara
«La fede è come una scalata in parete, un percorso difficile di montagna. Ci sono momenti in cui si è presi dalle vertigini;

dall’impressione di stare per cadere, oppure dalla paura di aver smarrito il sentiero. Si può entrare improvvisamente in un banco di nebbia o di essere sorpresi da una bufera; ci sono giorni di pesante oscurità in cui non si sa più bene verso quale meta si sta andando. Ad un tratto però tutto si dissolve, proprio come la nebbia in montagna. L’importante è essere rimasti saldi, attaccati alla roccia, l’essersi tenuti alla traccia di sentiero che si poteva ancora scorgere, pur con fatica. Perché la natura profonda della fede è di fidarsi di un Altro. Del resto la stessa radice ebraica del verbo “affidarsi” allude a chi si appoggia a una roccia, a qualcosa che sa essere salda, alla promessa di chi gli dà la certezza che non sarà mai deluso […] La fede è come un piccolo seme che va continuamente nutrito. Il nutrimento fondamentale della fede è stato ed è, per me, l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio, ma in un clima di adorazione, di lode e di preghiera. In mancanza di questo alimento il piccolo seme inaridisce e rischia di morire». È  testo prezioso e bellissimo del Cardinal Carlo M. Martini.
Fede. Da piccola mi spiegavano che avere fede significa "credere in qualcosa che non si può vedere", per Credere - appunto - serviva la fede.
Nella vita di ciascuno di noi, Dio si manifesta. Queste manifestazioni di Dio, questi momenti in cui ci sembra che sul fondo ci sia la sua firma SONO esperienze di Fede. E sono momenti vivi, veri, reali non un qualcosa "che non puoi vedere".
Maria ha avuto davanti ai suoi occhi per 33 anni il frutto della sua Fede. Non poteva dimenticarlo come spesso facciamo noi, quando ci rendiamo conto della presenza di Dio ma poi… A causa di delusioni, di aridità, di paure, di fragilità… queste sensazioni perdono forza e man mano si dissolvono. Maria è stata FEDELE, anche quando flagellavano il frutto della sua Fede; anche quando lo inchiodavano a quella croce davanti a lei; anche quando avrebbe voluto urlare «....PERCHÈ?!»; anche quando la carne divina provava il dolore dei chiodi.
Eppure così è stata la fedeltà del Signore che, con i suoi tempi e modalità, ci ha rivelato il progetto di Amore per noi, tre giorni dopo.
Restiamo ancorati alla roccia, con l'aiuto di Maria, perché spesso le nostre forze sono insufficienti. Non saremmo, comunque, in grado di riprendere il sentiero del cammino dissolta la nebbia, dissolta la notte.
Grazie a don Beppe Panero ho questo in cuore dai rintocchi della mezzanotte tra il 2012 e il 2013!
Grazie al “Sole a mezzanotte” che mi ha illuminata presso “La Sorgente” di Cuneo.        

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