di Ilaria

“Gesù stava attraversando la città di Gerico...”, camminava, era sempre in strada. E io so, perché lo vedo o lo sento dire,...

quel che succede in strada. Lui attraversa tutto questo, ci passa in mezzo. E forse questo un po' scandalizza, perciò, a volte, è più facile vederlo chiuso nel tabernacolo.
Però, non devo vergognarmi di mostrargli quello che sono fino in fondo, perché nulla sta fuori dallo sguardo amoroso di Dio: le debolezze e i peccati, i miei desideri e i miei dubbi, l'impegno e la testimonianza, il dolore che provo, i sì in risposta al sogno bello che ha sulla mia vita e i grazie per ciò che continuo da sempre a ricevere in dono.
E allo stesso modo non posso vergognarmi di portare Gesù nella mia vita, di fargli attraversare la città con i miei passi, di essere, per quei fratelli curiosi di incontrarlo, come l'albero sul quale è salito Zaccheo.
Voglio entrare in profondità nella relazione, dialogare con Dio su ciò che abita la sfera più intima del mio cuore, affidandogli i miei pensieri, come un uomo davanti al cielo stellato.
Grazie a don Ocio, al coro “Pacem in terris”, a Rossana, a suor Grazia C. e a tutte le sorelle della Sorgente.

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