di Barbara Manferdini

Compongo il calendario del 2017 con le tue foto di questo anno, che sta per concludersi. E mi rendo conto di come 12 mesi fa...

tu fossi poco più di un fagottino che non sapeva camminare, che dispensava sorrisi con due dentini appena accennati… e ora gironzoli per casa, spostandomi le cose, pestando anche i piedi… ma, oltre ai sorrisi, ora ricopri il mondo di baci e carezze.
Hai saputo mettere a dura prova la mia pazienza, mentre mi hai insegnato a scegliere tra le priorità reali e quelle più effimere; mi hai mostrato cose di me che avevo dimenticato e in questo cammino, a volte, l'esasperazione mi ha fatto perdere le staffe. Un attimo dopo, capivo il perché del tuo capriccio… e, in quei momenti, mi sono sentita piccola! “Dall'alto del mio essere adulta”, intuivo quanto ero molto meno consapevole rispetto a te.
E bastava soffermarsi un attimo a osservare il tuo perfetto profilo. Guardarti mentre stupita osservi i piccoli dettagli. Lasciarmi riempire del calore dei tuoi abbracci per ritrovare la gratitudine più pura verso la vita; ringraziare il Cielo di un dono così grande che, a volte, penso ancora di non meritare.
E questo è solo l'inizio.
Mi chiedo come sarà il prossimo calendario, quali straordinari cambiamenti ci riserverai e quali incontri, emozioni, strade e persone Dio ha preparato per noi.
Intanto, cerco di imparare il tuo stupore, di donare calore come fai tu, di “essere come bambini” come dice Gesù... per poter incontrare il Regno dei cieli che, effettivamente, traspare dagli occhi dei bimbi.

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Essere Famiglia

 Ti auguro
un'oasi di pace

La strada
vi venga sempre dinanzi

e il vento vi soffi alle spalle
e la rugiada
bagni sempre l'erba

cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre
sul vostro volto.
E il pianto che spunta
sui vostri occhi
sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi
di lacrime di amarezza
e di dolore,

ci sia sempre qualcuno
pronto ad asciugarvele.
Il sole entri a brillare
prepotentemente
nella vostra casa,

a portare tanta luce,
tanta speranza e tanto calore.

Don Tonino Bello

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