di Angelo Fracchia

Andando incontro a Dio, molto spesso ci aspettiamo che ci dica che cosa dobbiamo fare. C'è del bello e del buono in questo atteggiamento, che è proprio di chi vuole lasciarsi coinvolgere,...

di chi sa che un incontro profondo non potrà che cambiare anche in profondità i propri comportamenti. Ma c'è anche un rischio, che è quello di trasformarci in esecutori. In fondo, ciò che molti capi, molti signori vogliono ottenere da noi è esattamente che ubbidiamo.
Il Dio di Gesù no. Non ci dice, innanzi tutto, che cosa fare, come comportarci, che cosa credere. Ci dice invece di vegliare, di fare attenzione, di tenerci con i sensi vigili per cogliere che cosa ci accade intorno, quindi interpretarlo, e solo dopo agire. Non vuole indicarci che cosa dobbiamo fare, perché non ci tratta da schiavi. Siccome ci considera suoi compagni, suoi amici, suoi collaboratori, si aspetta da noi che stiamo all'erta, pronti a vedere e capire, a interpretare, a decidere esponendoci in prima persona con coraggio. Non ci vuole automi, ma autonomi. Perché ci vuole suoi compagni, ma compagni che decidono di stare con lui senza esservi costretti. Nessun altro signore rispetta altrettanto la nostra libertà.
I Domenica di Avvento B Si può riprendere il vangelo secondo Marco 13,33-37

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Scroll Up