di Angelo Fracchia

«Se mi amate, osservate i miei comandamenti». Sembra quasi di sentir parlare una mamma. «Se mi vuoi bene...» può suonare come un ricatto,...

per ottenere un'obbedienza rigida che non si riesce ad avere con la forza. Ma può anche essere altro. Può sottintendere una relazione tanto profonda da essere il motivo vero per cui vale la pena ascoltare dei suggerimenti. In fondo, quando chiediamo un consiglio a qualcuno, ben più della sensatezza del consiglio siamo convinti dall'affidabilità di chi ce lo fornisce.
È esattamente la strada su cui si incammina Gesù, che dice che pregherà il Padre, così che il Padre mandi un altro Consolatore. Non è un meccanismo automatico: non è perché Gesù va dal Padre che viene mandato lo Spirito, ma perché Gesù lo invoca, entra in una relazione personale nella quale chiede ciò che sa di ottenere (dà per scontato che lo otterrà) ma che tuttavia deve chiedere.
E non viene mandata una struttura, ma un Consolatore, perché innanzi tutto stia con i discepoli di Gesù. Perché non siano orfani. Gesù poteva dire che non avrebbe lasciato i discepoli "indifesi", "spersi", "disorganizzati"; ma dice "orfani". Per Dio il dramma peggiore per l'uomo non è che vada contro delle regole, ma che resti senza qualcuno da amare e da cui lasciarsi amare.
VI Domenica di Pasqua A Leggi il vangelo secondo Giovanni 14,15-21

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