di Angelo Fracchia

Nelle apparizioni del risorto c'è un particolare che torna ricorrente. Gesù è stato visto dai discepoli l'ultima volta la notte...

del giovedì, uscendo dal cenacolo. Tre di loro si sono sentiti chiedere di vegliare con Gesù, ma dormivano. Poi, sono scappati tutti.
La domenica ci sono voci che la tomba sia vuota, qualcuno forse va a controllare, ma tra i discepoli si diffonde non la gioia, bensì la perplessità, l'incertezza. Decidono di raccogliersi insieme, sanno di avere qualcosa di straordinario che li ha accomunati, anche se pensano probabilmente che tutto quello appartenga ormai al passato. E improvvisamente Gesù compare in mezzo a loro.
I vangeli non ci parlano della reazione dei discepoli a questa apparizione. Ma possiamo immaginare lo stupore, magari la gioia, ma anche... L'ultima volta che si erano visti, avevano tutti giurato che non avrebbero rinnegato il maestro, salvo poi scappare. È inevitabile che si insinui anche la paura e la vergogna per quanto accaduto, è probabile che si attendessero qualche rimprovero.
Ma il Gesù che compare in mezzo ai suoi li saluta semplicemente con un "Pace a voi", ripetuto due volte. Gesù non viene a rinfacciare incertezze, dubbi e tradimenti. Tutto ciò che vuole è riallacciare un'amicizia.
II Domenica di Pasqua A Leggi il vangelo secondo Giovanni 20,19-31.

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