di Angelo Fracchia

Annunciazione dell'Angelo a MariaSiccome conosciamo già la storia, tutto ci sembra bello e naturale. Ma proviamo solo a ripensarla come se non l'avessimo già sentita! Immaginiamo che ci dicano che una ragazza,...

giovane e già fidanzata, sia rimasta incinta. Di fronte alla richiesta di chiarimenti, lei risponde che mentre era sola in casa sua (nessun testimone!) è entrato un angelo e le ha annunciato che avrebbe partorito il Figlio dell'Altissimo. Non ci riterrebbero forse esageratamente diffidenti e complottisti se non le credessimo.
Ma questo vangelo ci dice proprio che quando il Dio della Bibbia vuole fare irruzione nel mondo, non viene tra squilli di trombe angeliche e sulle ali dei cherubini atterrando miracolosamente in mezzo al tempio. Scende invece in Galilea, una terra sulla cui ortodossia si discuteva, in una cittadina mai citata nell'Antico Testamento (senza nobiltà, quindi), promette una gravidanza a una giovane donna (sarebbe stato molto più spettacolare garantirla a un'anziana sterile!), che incontra nella sua banale casa, non in un tempo solenne, e mentre è da sola. Questa ragazza, tra l'altro, si permette perfino di rispondere a Dio «come è possibile questo?» e Dio non solo non la punisce, ma le risponde, le mette davanti un altro caso, quello della cugina Elisabetta.
Sembra proprio che Dio voglia entrare nella vita autentica, normale, quella piena anche di ambiguità e zone d'ombra in cui coloro che guardano con cattiveria e diffidenza possono avere materiale per pensare male. Ma di Maria, in questa festa, celebriamo lo sguardo immacolato, puro, che non diffida di Dio, pur senza rinunciare alla propria intelligenza, a provare a capire. Chi mantiene o recupera quello sguardo, può non solo vedere Dio all'opera, ma farlo venire nel mondo.
II Domenica di Avvento A Leggi il vangelo secondo Luca, 1,26-38

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